martedì 6 gennaio 2009

• IL GIORNALE DI VICENZA 04/01/2009
Troppi poveri, il Comune mette mano al bilancio
SOCIALE. Ventiseimila euro saranno destinati a chi non riesce più a pagare l'affitto
Previsti fondi per 140 mila € che andranno a coprire il minimo vitale dei cittadini che sono più in difficoltà


La crisi si fa sentire anche a Valdagno. E per venire incontro alle persone in difficoltà si mette mano al bilancio. I 100 mila euro previsti per il 2008 per il minimo vitale, infatti, non bastano più. Si è così dovuto portare il budget a 140 mila euro, 26 mila dei quali destinati a contributi per gli affitti. Tra chi se la passa male spiccano le donne sole, con figli a carico.
Lo confermano i numeri: se nel 2007 erano state solamente 4 quelle che si erano rivolte ai servizi sociali per un aiuto economico, nell'anno appena concluso si è toccata quota 17. Una cifra che in valore assoluto potrebbe non sembrare eclatante, ma che in realtà è più che quadruplicata e per questo non si nasconde preoccupazione negli uffici comunali competenti, con l'Amministrazione costretta a mettere mano al "portafogli". Aumenta, inoltre, la spesa per le integrazioni delle rette per gli asili nido: basti pensare che in tre anni si è passati da 131 mila euro a 261 mila, in pratica il doppio. Ma c'è grande attenzione anche per i giovani: si è passati da una spesa prevista di 36 mila euro a 53 mila, che sono andati soprattutto alle attività promosse dall'assessorato alle politiche giovanili. Un resoconto, quello dell'anno che si è appena concluso, che se da un lato evidenzia il consistente sforzo messo in atto dalla macchina comunale, dall'altro evidenzia la necessità di incrementare le risorse messe a disposizione per chi soffre dal punto di vista economico. Sul versante della terza età, Valdagno ha messo in campo una rete di servizi che ha come scopo il benessere degli over 65.
Da circa 20 anni, è attivo il servizio di consegna pasti a domicilio e la città, dopo Vicenza, è stata tra i primi comuni della provincia ad offrire questa opportunità. In totale, nell'anno sono stati quasi 30 mila i pasti consegnati, con 115 anziani che usufruiscono del servizio.
Vengono assistiti da 7 sette operatrici sociali: il loro lavoro non si limita alla semplice consegna dei pasti, ma consiste anche in un monitoraggio delle condizioni dell'anziano con il quale si viene in contatto. È per questo motivo che il comune ha preferito non dare in appalto ad una società questo servizio ma curarlo in prima persona.
Il servizio di assistenza domiciliare riguarda soprattutto l'igiene della persona, verificando la capacità dell'utente di assumere i farmaci correttamente e verificando la necessità di un ricovero ospedaliero o di una visita specialistica. In alcuni casi, le operatrici accompagnano l'anziano a fare la spesa, gli consegnano farmaci e generi di prima necessità.
Luigi Cristina

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