giovedì 11 dicembre 2008

Per allargare l’informazione fv

05/12/2008
Belluno
FONDO LETTA: LA DESTRA CANCELLA I FINANZIAMENTI E POI POLEMIZZA SUL NULLA



“Davvero curiosa”. Così definisce la polemica sul Fondo Letta il senatore del Partito Democratico Maurizio Fistarol. Al centro della diatriba due deputati bellunesi di maggioranza: Gidoni e Paniz e una vicenda che ha davvero dell’incredibile. “I due colleghi - dichiara Fistarol - bisticciano dopo aver ambedue votato alla Camera il provvedimento che praticamente azzererebbe per il 2009 il Fondo per i comuni confinanti con le regioni a statuto speciale. Ed ora che fanno? Si rimbalzano meriti per un ordine del giorno che in realtà è stato presentato da deputati del Partito Democratico”.

“In realtà - dichiara l’ex sindaco di Belluno - il fondo, allo stato attuale, non è stato affatto ripristinato, esistendo soltanto una generica disponibilità del governo al riguardo. Voglio ricordare che il fondo è stato istituito e successivamente aumentato nella scorsa legislatura dal governo Prodi e dal centrosinistra e che è stato in questi mesi deriso, in modo particolare dalla Lega. Una cosa è certa - conclude Fistarol - l’impegno mio personale e del Partito Democratico è di proseguire la nostra battaglia anche in Senato per reintrodurlo”.

11/12/2008
Roma
Stradiotto:"Il Governo boccia la battaglia dei sindaci del Nord"



"Il governo e la sua maggioranza hanno bocciato un emendamento a sostegno della battaglia dei sindaci del Nord per la compartecipazione al gettito Irpef per i comuni". Lo annuncia il senatore del Pd Marco Stradiotto, firmatario dell'emendamento assieme ai senatori Paolo Giaretta e Maurizio Fistarol.

"L'obiettivo dell'emendamento - spiega Stradiotto - era inserire in Finanziaria il principio di una compartecipazione del venti per cento al gettito erariale Irpef per i comuni prodotto dai rispettivi territori. In attesa di una vera ed efficace legge sul federalismo fiscale, la necessità di veder riconosciuto il 20 per cento del gettito Irpef ai territori è particolarmente sentita nel Nord del nostro Paese".

"Infatti è diventata una battaglia importante nella quale, da tempo, si stanno impegnando oltre 450 sindaci del Nord, in particolare del Veneto e della Lombardia, di ogni forza politica".

"Il governo e la sua maggioranza - conclude Stradiotto - bocciando l'emendamento Pd hanno palesemente deciso di osteggiare gli interessi del Nord".


09/12/2008
Bologna
Questa mattina a Bologna, è nato il Coordinamento del PD delle Regioni del Nord



«Il partito del Nord sarebbe stata una risposta del passato incentrata sulla competizione territoriale. Inoltre avrebbe comportato un’ulteriore frammentazione partitica, che è l’esatto opposto di quello che abbiamo voluto fare fondando il PD. La vera risposta innovativa è la realizzazione di un partito federale, capace di sviluppare grandi politiche nazionali e, nello stesso tempo, organizzato localmente con una propria ampia autonomia, funzionale soprattutto a garantire la rappresentanza dei territori».

Lo dichiara Paolo Giaretta, senatore e segretario regionale del PD del Veneto, a chiusura dell’incontro, questa mattina a Bologna, tra i segretari del PD delle regioni del Nord, che hanno sancito la nascita del Coordinamento del Partito Democratico del Nord.

Al Coordinamento, che si insedierà il 9 gennaio a Milano, aderiscono Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.
«Il Coordinamento si occuperà da subito di temi molto concreti – illustra Giaretta – dalle misure per affrontare la crisi economica al superamento del patto di stabilità dei Comuni: due questioni cruciali per il futuro del Paese. Si apre dunque una fase nuova: il Partito Democratico delle otto regioni del Nord si organizza per offrire una rappresentanza più forte a questi territori nello schieramento riformista».

Giaretta motiva perché è stata scelta la formula del coordinamento. «Oggi servono grandi soggetti politici nazionali ed europei capaci di orientare le grandi scelte e poi partiti con proprie strutture territoriali ad elevata autonomia – spiega il segretario del PD veneto – è l’esatto contrario di come è strutturata la Lega Nord, e questa contraddizione prima o poi emergerà».

Il Coordinamento delle Regioni del Nord, che ha l’obiettivo di “rilanciare lo sforzo indispensabile per riguadagnare il Settentrionale allo schieramento riformista”, sarà composto, oltre che dai segretari regionali, dai presidenti e capigruppo regionali, dai presidenti delle province e dai sindaci dei Comuni capoluogo.
Per i primi 6 mesi la direzione sarà affidata al segretario lombardo.

lunedì 8 dicembre 2008

LA CASSETTA DELLE IDEE

Cari amici frequentatori del nostro blog,
come certo sapete il PD valdagnese ha iniziato un lavoro in preparazione delle prossime elezioni amministrative.
Alcuni di noi stanno lavorando nei 2 gruppi tematici: progetto città e sociale.

Dalla frequentazione ad alcuni incontri mi è venuta in mente la possibilità di allargare il dibattito in modo di raccogliere il maggior numero di idee.
Per quelli che sono interessati a pensare al futuro della nostra città, la domanda più impegnativa è: " Cosa farò da grande?" nel senso di riconoscere, capire ed indovinare la prospettiva su cui muoversi, l'idea portante su cui fondare lo sviluppo della nostra comunità, quale idea di sviluppo abbiamo?
Queste domande sono le questioni portanti del nostro futuro. Allora sarebbe bello che il maggior numero di cittadini valdagnesi potessero esprimere le loro idee in merito.
Noi del PD crediamo che allargare al massimo il dibattito politico sia una ricchezza presente da non perdere.
Non sempre e non tutti trovano il tempo o il coraggio di esprimere queste loro idee. Per molti, partecipare ad assemblee e incontri non sempre è possibile.
Attraverso il nostro blog o tramite @mail tutti possono trovare il tempo e lo spazio per farci conoscere le loro attese, il loro “sogno”.
Per questo vi invitiamo a farci conoscere i vostri pensieri sulla nostra città utilizzando la mail ed il nostro blog.
Ci daremo un po’ di tempo per raccogliere idee e progetti. Insieme al lavoro dei due gruppi del PD vedremo di trovarsi insieme per tirare le fila e vedere quali forze e quali possibilità potremo condividere.
Aspettiamo i vostri contributi.

Per il PD
il coordinatore
franco visonà

http://http://pdvaldagno.blogspot.com/

UN ESEMPIO: Il Comune “esporta” il modo di differenziare

Dopo i riconoscimenti per i risultati della raccolta porta a porta in città
Il Comune “esporta” il modo di differenziare
Dodici le amministrazioni friulane, 60 mila abitanti, a lezione per copiare il metodo della raccolta dei rifiuti 



Valdagno esporta il suo modello di raccolta differenziata. E per farlo, sale in cattedra di fronte a 12 Comuni friulani, per un bacino di oltre 60 mila abitanti, riuniti nell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese. Tra i centri più noti vi sono Gemona del Friuli, Majano, Artegna, Buja, Montenars e Osoppo. A Majano, in occasione degli eventi collegati alla settimana ecologica 2008, è toccato a Graziano Dal Lago, dirigente della Direzione lavori pubblici del Comune, e Paolo Slaviero, assessore all’ecologia dal 1995 al 2000, esporre agli amministratori locali il “Modello Valdagno: 10 anni di raccolta porta a porta”. 
Risultati confortanti, quelli che oggi diventano materia di studio per il Friuli, con primi passi mossi nel gennaio 1999 quando l'Ammministrazione decise di dire addio ai cassonetti, passando al sistema con ritiro a domicilio. Tra i dati più significativi esposti ai Comuni friulani e che rappresentano i punti più significativi del modello Valdagno, sono da ricordare quelli legati al miglioramento costante nella differenziata. 
Basti pensare che nel 1997, l'85% della raccolta era di tipo misto. Nel 1998 si erano già visti margini di miglioramento confermati dal fatto che il rifiuto indifferenziato era sceso al 75%, facendo invece crescere al 25% la raccolta separata dei rifiuti. Fino ad arrivare a quest’anno, con una decisa impennata: 68%, contro quella mista calata al 32%. 
Dati importanti, che hanno portato Valdagno in prima posizione tra i Comuni vicentini con oltre 10 mila abitanti, in fatto di riciclo dei rifiuti solidi urbani, ed al 22° posto al nord Italia. A dirlo sono i risultati della classifica di Legambiente che, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, ha assegnato il premio di “Comuni Ricicloni” 2008: risultato, che è servito a far salire in cattedra il modello Valdagno. Il risultato nasce dall’“indice di buona gestione” che prende in considerazione la percentuale di raccolta differenziata, ma soprattutto l’efficienza e la qualità della gestione del rifiuto cittadino nel suo complesso. Particolarmente apprezzato è il modo in cui è gestito l’ecocentro di via Gasdotto, in zona industriale. 
Nel 2007, sono stati prodotti 9 milioni 852 mila chili di rifiuti, di cui un milione e 670 mila chili di carta. La frazione secca raccolta si attesta su 2 milioni 363 chili, mentre l’umido non arriva a un milione e mezzo di chili.
(Luigi Cristina Da Il Giornale di Vicenza 05.12.08)

mercoledì 3 dicembre 2008

OLTRE SKY AL GOVERNO NON PIACE L'ENERGIA PULITA E MENO CARA

OLTRE SKY AL GOVERNO NON PIACE L'ENERGIA PULITA E MENO CARA

Con Berlusconi sarà sempre più difficile pagara meno l'energia
E' necessario capire che non dobbiamo cadere nel depistaggio della comunicazione del governo, dietro il rincorrere l'aumento delle tasse su beni voluttuari come la tv a pagamento, si nasconde una cosa più grave: la mancata riduzione delle tasse sulle bollette energetiche e l'aggravio con probabibile blocco ai sistemi di rimborso degli investimenti dei cittadini per il risparmio dei consumi di energia e per le case ecologiche con l'introduzione dell'assurdo silenzio diniego.
E' prevedibile il blocco della ripresa nel settore dell'edilizia e del rilancio dell'economia più in generale secondo modelli ecosostenibili già sperimentati in Europa.
Su questo tema riceviamo da Stefano De Marzi Assessore all'Urbanistica del Comune di Arzignano un approfondimento che volentieri pubblichiamo.
C'è un settore nel quale l'appello di Berlusconi a non ridurre gli acquisti rimarrà disatteso. Parliamo delle tecnologie per il risparmio energetico – caldaie a condensazione, solare termico, infissi, isolamento termico, pompe di calore efficienti, caldaie a biomassa – per le quali si utilizza la detrazione fiscale del 55%. Si tratta di una norma introdotta da Bersani che stava ottenendo un buon successo come dimostrano i 230.000 interventi realizzati tra il 2007 e il 2008 con riduzioni delle importazioni di combustibili e delle le emissioni di CO2. Lo slancio nei comparti dell'efficienza ha poi evidentemente comportato benefici economici e occupazionali per le aziende del settore. Si possono stimare in 0,5 miliardi di euro le maggiori entrate derivanti dall'emersione del lavoro sommerso e dall'incremento dell'Iva, una cifra cioè dello stesso ordine di grandezza dei maggiori incentivi per l'efficienza energetica. Le mancate entrate legate al passaggio dalla detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie alla detrazione del 55% per gli interventi legati all'efficienza energetica sono infatti stimabili in 0,63 miliardi euro nel biennio 2007-8. Questi numeri evidenziano come, anche dal punto di vista strettamente economico, il provvedimento comporta un impatto minimo sulle casse dello Stato, oltre a garantire minori importazioni di combustibili e un taglio delle emissioni. Secondo il decreto legge 185/2008 approvato venerdì 28 novembre dal Governo, l'accesso agli incentivi passerebbe attraverso una pratica burocratica più complessa ma soprattutto verrebbero posti limiti massimi di spesa di 82,7 milioni di euro per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010. Ipotizzando che queste cifre coprano le minori entrate misurate come differenza tra le detrazioni al 36% e quelle al 55%, la somma prevista per il 2008 coprirebbe solo un quarto degli interventi effettuati. Se invece, come è più probabile, il tetto si riferisce alla quota annuale dell'intero 55% si coprirebbe solo un terzo degli interventi del 2008, 2009 e 2010 nell'ipotesi di mancata crescita degli interventi. E' evidente che un simile provvedimento presterebbe il fianco a una valanga di ricorsi per cui probabilmente verrà rivisto. E tutto questo mentre oggi a Poznan si apre la 14a Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e inizia il mese decisivo per le scelte europee sul pacchetto 2020. L'Italia si presenta a questi appuntamenti criticando gli impegni da assumere e contemporaneamente smantellando alcuni dei provvedimenti più innovativi di riduzione delle emissioni di CO2, con l'attacco alle detrazioni fiscali seguito a quello alla certificazione energetica degli edifici. Mentre Francia e Germania, ad esempio, rafforzano il pacchetto anticrisi proprio con misure a favore dell'efficienza energetica nell'edilizia.
Comunque, considerati i vasti interessi toccati - cittadini, piccole imprese, industrie dell'efficienza - e vista l'assurdità di una manovra retroattiva è presumibile che contro questo provvedimento si scatenerà una forte reazione.

Penso sia importante che il PD su tale argomento faccia un lavoro di diffusione e informazione verso i cittadini.


Stefano De Marzi