martedì 31 marzo 2009


Valdagno 30 marzo 2009


Valdagno 30 marzo 2009


COMUNICATO




Il Partito Democratico di Valdagno ha concluso il percorso decisionale in merito alle elezioni amministrative del prossimo Giugno.

Già a gennaio l’assemblea del Circolo aveva scelto, con una maggioranza praticamente unanime (99 voti a favore e uno contrario) di appoggiare la candidatura del Sindaco uscente Alberto Neri anche per il prossimo quinquennio. Una valutazione positiva dell’operato dell’attuale amministrazione, la continuità del progetto politico, che parte delle forze ora aggregate nel PD hanno condiviso per tre mandati, e la coerenza politico-amministrativa sono state le valutazioni di fondo che hanno condotto il partito a questa importante decisione

Una seconda scelta altrettanto impegnativa è stata effettuata nell’assemblea del 15 marzo. Dopo un’analisi e una riflessione a volte vissute con una certa sofferenza, con un’intensa e partecipata discussione all’interno del Circolo, sempre attraverso l’uso dello strumento del voto dell’assemblea, il PD valdagnese ha deciso, a maggioranza, di presentarsi con una propria lista e il proprio simbolo alla prova amministrativa di Giugno 2009.

Due scelte di responsabilità e chiarezza che chiamano il PD valdagnese, i suoi candidati, gli iscritti e gli elettori a un impegno forte in campagna elettorale e nella futura amministrazione. Una presenza che sarà attenta nei contenuti, responsabile nelle scelte e di pieno sostegno al lavoro dell’Amministrazione e al suo programma già delineato nella proposta di Bilancio recentemente approvato dal consiglio comunale.

Contemporaneamente il PD continuerà la sua opera di radicamento nel territorio tramite un’azione visibile e aperta con lo scopo di fornire ai valdagnesi un luogo di dibattito e di formazione, far apprezzare l’impegno politico-amministrativo e invogliare le persone ad impegnarsi per la loro città.

Sono indubbiamente dei compiti non facili da realizzare, ma costituiscono uno dei valori fondamentali per i quali il Partito Democratico è nato e uno dei principali impegni che il Circolo del PD di Valdagno si è assunto.


Coordinatore PD Valdagno
Franco Visonà

giovedì 12 marzo 2009

Crisi: responsabilità, coraggio, merito


Senso di responsabilità: oggi più che mai, ciascuno di noi dovrebbe dimostrarne in grande quantità per affrontare al meglio questo periodo di crisi che il Paese sta vivendo. Una crisi senza precedenti, la più grave dal ’29, la più invasiva nelle sue conseguenze sulla società e sull’economia reale. Sarebbe bene, dunque, che in questa situazione critica la smettessimo di agitare le bandierine dei meriti o dei demeriti, e guardassimo in avanti per capire quali sono i problemi da affrontare e le soluzioni da approntare.

Il decreto anticrisi presentato dal governo Berlusconi, nella sua ultima formulazione, non risponde alla necessità di fornire risposte forti a una situazione drammatica. Un esempio tra tanti può essere utile per illustrare al meglio la debolezza della soluzione proposta dall’esecutivo. Mi riferisco alla questione delle energie rinnovabili. Altrove – l’esperienza dell’America di Barack Omaba lo testimonia – si guarda alla “rivoluzione verde” come a una delle stelle polari per uscire dalla crisi. Da noi no. A dispetto di quanto avviene nel resto del mondo, il governo Berlusconi fa un grande passo indietro e modifica le norme relative alla detrazione 55% per i cittadini che investivano nel risparmio energetico. Erano due anni che quella norma esisteva e iniziava ad avere un buon effetto. I cittadini la richiedevano e le aziende stavano utilizzando questa opportunità, soprattutto quelle del comparto edilizio che è in grande crisi. Solo il fatto di infondere nella pubblica opinione il dubbio su quella norma, mettendone in discussione la stessa esistenza, ha determinato una situazione di panico e di incertezza nei cittadini. Si è come trasmessa la sensazione che lo Stato potesse ingannarli. È questo il concetto che è passato. Ed è devastante se si considera che quella misura era stata decisa per attivare un traino all’economia in un momento in cui l’edilizia era ferma.

Altro aspetto critico del decreto: il patto di stabilità. Un oggetto misterioso, conosciuto dagli addetti ai lavori, spesso visto dai cittadini come un alibi. Gli enti locali tendono, infatti, a motivare l’impossibilità di fare determinate opere con l’esigenza di rientrare nel Patto di stabilità. La realtà è che questo strumento è sempre stato applicato in modo piuttosto superficiale, specie per quanto riguarda la possibilità di premiare realmente gli enti virtuosi rispetto a quelli spreconi. Ebbene, il decreto anticrisi contiene una norma strumentale, fatta per uno solo fra gli 8.200 Comuni italiani. Uno solo! Quello di Roma, per il quale è stata concessa una deroga. Senza attenzione a quanto fatto o non fatto negli ultimi anni. E con buona pace di ogni criterio di merito e responsabilità.

C’è poi un altro aspetto legato a doppio filo alla crisi che il decreto non tiene in alcun conto: il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. Un patto di stabilità che si rispetti dovrebbe garantire risposte immediate, a partire dal pagamento dei fornitori da parte della PD. E’ un fatto strutturale ed endemico del Paese: da sempre le amministrazioni pubbliche pagano in ritardo i fornitori privati. Oggi, però, questi ritardi pesano come un macigno sulla disponibilità di denaro liquido delle imprese. Si tratta, dunque, di un danno sia per l’erario che paga tassi di interesse ovviamente più alti quanto più lungo è il tempo trascorso dalla scadenza del termine di pagamento. Ed è un danno soprattutto per il sistema produttivo, già colpito duramente dalla crisi, che è costretto a supplire alle mancanze del pubblico proprio in un momento in cui dovrebbe essere il pubblico a sostenere il privato, o quantomeno a non mettergli i bastoni tra le ruote.

Al Paese serve evidentemente altro. Servono soluzioni coraggiose e forti. Ad esempio, se oggi potessimo giovarci delle liberalizzazioni avviate nella scorsa legislatura e interrotte in quella attuale, affronteremmo meglio la crisi. Così non è. Le risposte fornite dal governo sono per ora leggere e approssimative. È necessario cambiare strada, nell’interesse generale. Siamo tutti chiamati a questo impegno. Poniamoci obiettivi più ambiziosi. Troviamo il coraggio di rilanciare cause giuste e necessarie come quella delle liberalizzazioni. Aggrediamo la crisi, senza paura di toccare interessi consolidati e nicchie di potere. Ne ha bisogno tutto il Paese.
Marco Stradiotto

Grazie dell'attenzione!
Distinti Saluti

Marco Stradiotto

domenica 1 marzo 2009

Sondaggio Consortium: il Pd sfiora il 30%, Dario batte Walter di 6 punti



Nessun calo per il Partito Democratico dopo le dimissioni di Walter Veltroni. Anzi, il Pd è stabile al 29,5% dal 26 gennaio. In esclusiva su Affaritaliani.it i risultati - in controtendenza rispetto agli altri sondaggisti - di Nicola Piepoli, presidente di Consortium. La fiducia in Dario Franceschini segretario è al 34%, sei punti sopra il suo predecessore.

"I dati del 23 febbraio confermano il gradimento nel presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e nell'esecutivo di Centrodestra, entrambi stabili al 50%. Veltroni in una settimana, grazie alle dimissioni, è salito di tre punti percentuali al 28. Ma il neo-segretario dei Democratici Franceschini ha un gradimento nettamente superiore: 34%.

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, da lunedì 9 febbraio la maggioranza è ferma al 51%. Il Popolo della Libertà vale il 41%, la Lega Nord il 9 e l'Mpa l'1%. Anche se il computo nazionale danneggia il movimento di Raffaele Lombardo, che prendendo 600.000 voti in Sicilia, in realtà, è all'1,5% circa. Il Partito Democratico, nonostante le dimissioni di Veltroni e il cambio al vertice, è stabile al 29,5% dal 26 gennaio scorso. Non è affatto crollato come sostengono i miei colleghi. L'Italia dei Valori è stabile al 6% dal 19 gennaio e l'Udc al 5,5 dal 12 del mese scorso. Rifondazione Comunista si attesta al 2%, salita nelle ultime tre settimane (prima era all'1,5). Il Pdci è stabile all'1% dal 16 dicembre, stesso valore per i Verdi addirittura dall'ottobre 2008. La Destra, infine, è scesa dal 2 all'1,5% rispetto a quindici giorni fa. Le cifre dei partiti sono pietrificate e penso che queste saranno quelle delle elezioni europee".

Il sondaggio Consortium è stato realizzato lunedì 23 febbraio, campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne in base ai parametri ISTAT di sesso, età e macro-area di residenza; metodologia C.A.T.I.

Sabato 28.02.2009 07:45