domenica 9 novembre 2008

Ragazzi .... bisogna essere vigili!!!

Stiamo attenti!!!
Molti segnali fanno temere una deriva pericolosa verso atteggiamenti razzisti e xenofobi.
La militarizzazione del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini, le continue e pesanti denunce verso coloro che la pensano diversamente da chi governa, il mancato rispetto delle regole di democrazia, le azioni di governo portate avanti senza un minimo confronto parlamentare ecc.
Stiamo pericolosamente andando verso un governo di regime che non vuole essere disturbato. E la maggior parte dei cittadini sono indifferenti a tutto questo anzi lo vedono come qualcosa di positivo.
Dobbiamo essere attenti, avere gli occhi aperti e denunciare ogni tipo di azione che limiti la democrazia.
Il nostro impegno e la nostra attenzione deve essere su questa linea.
Su segnalazione di Elio vi faccio conoscere la posizione di oggi dell’Avvenire.
Allargate la riflessione.
Franco Visonà




Rischio di delegittimare le forze dell’ordine.
di ALBERTO CISTERNA*
* Magistrato in servizio presso la Direzione nazionale antimafia
Per il magistrato non c’era necessità di una legge per coinvolgere i cittadini nella difesa dell’ordine pubblico All’opposto l’uso combinato di esercito e ronde potrebbe far passare il messaggio negativo contro polizia e carabinieri

Il secondo 'pacchetto-sicurezza' viaggia verso l’esame dell’aula del Senato, appesantito da una zavorra di norme non sempre ragio¬nevoli. Se da un lato sono certa¬mente importanti le nuove proce¬dure per lo scioglimento degli enti infiltrati dalle mafie o quelle che in¬troducono l’irrigidimento della de¬tenzione speciale detta '41-bis', dall’altro le commissioni di palazzo Ma¬dama hanno previsto - nel cosid¬detto articolo 18 bis - nuove forme di cooperazione delle associazioni di cittadini 'nello svolgimento dell’at¬tività di presidio del territorio', che non registrano precedenti, perlo¬meno in Europa. L’emendamento accolto prevede che «gli enti locali … sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di as¬sociazioni tra cittadini al fine di se¬gnalare agli organi di polizia locale ovvero alle forze di polizia dello Sta¬to, eventi che possano arrecare dan¬no alla sicurezza urbana ovvero si¬tuazioni di disagio sociale e coope¬rare nello svolgimento dell’attività di presidio del territorio». Una norma, è la mia opinione, in parte inutile e in parte potenzialmente dannosa. Mi spiego: è inutile perché nessuna leg¬ge impedisce ai cittadini di cammi¬nare per le strade con il buon pro¬posito di avvisare la polizia in pre¬senza di situazioni pericolose (tanto è vero che, in casi eccezionali, l’art.383 del codice di procedura pe¬nale autorizza il cittadino a sostituirsi alla polizia e a procedere all’arresto di coloro che siano sorpresi mentre commettono reati particolarmente gravi. Va da sé che una legge non è neppure necessaria per segnalare al¬le autorità «situazioni di disagio so¬ciale »: i numeri di telefono di emer¬genza pubblica (112, 113, 115, 117, 118) concorrono infatti ad assolvere anche tale preziosa funzione.
Riguardo alla sua potenziale danno¬sità, la facoltà per gli enti locali di «avvalersi della collaborazione di as¬sociazioni » per il «presidio del terri¬torio » rischia di minacciare valori co¬stituzionali primari e, tra essi, il prin¬cipio supremo che riserva allo Stato la sovranità nella materia della sicu¬rezza e dell’ordine pubblico: il citta¬dino concorre alla difesa della Patria (art.52 della Costituzione), usufrui¬sce della sicurezza pubblica, ma non può divenire soggetto contitolare di funzioni di sicurezza da esercitare verso altri cittadini. Anche per tale ragione è fatto divieto, sempre nella Costituzione all’articolo 18, di costi¬tuire associazioni che perseguano «scopi politici mediante organizza¬zioni di carattere militare». Tanto per ricordare un precedente non certo di estrazione 'padana', negli anni Settanta le cosiddette «ronde prole¬tarie » furono considerate dalla Cas¬sazione vere e proprie bande arma¬te. Più in generale, la Repubblica non tollera che la sicurezza sia affidata pur in parte a milizie private; vieta ai singoli di farsi giustizia da sé per cui limita i casi di legittima difesa e mal sopporta i soldati per le strade (la leg¬ge 331/2000 ne limita l’uso a casi ec¬cezionali).
Ciò detto, occorre riflettere a fondo sul fatto che l’emendamento legitti¬ma l’inserimento dell’azione di 'as¬sociazioni' di privati nel circuito del¬la sicurezza pubblica: nel maggio scorso si è previsto il «concorso del¬le forze armate nel controllo del ter¬ritorio » urbano e, poche settimane fa, la presenza militare è stata estesa all’ ’area di Casal di Principe. In certe a¬ree dunque si pensa all’esercito, in al¬tre alle ronde. Balza agli occhi per¬tanto una pericolosa fluttuazione del pendolo della sicurezza collettiva tra militarizzazione e privatizzazione, o¬scillazione che sottende una critica implicita alle capacità delle Forze di polizia, come se queste - senza l’au¬silio di militari o il concorso di 'asso¬ciazioni' di cittadini - non fossero ca¬paci di garantire l’ordine pubblico.

(da Avvenire 09.11.08)

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