mercoledì 26 novembre 2008

E la Lega cosa fa a Roma? Ma è ancora vero il detto "Roma ladrona?"

5/11/2008
Roma
ROMA CAPITALE. STRADIOTTO (PD): LEGA PRENDE IN GIRO NORD
Dichiarazione del senatore del Pd, Marco Stradiotto



"La lega continua a prendere in giro gli italiani e i cittadini del Nord". Lo dichiara il senatore del Pd Marco Stradiotto in merito all'annuncio, da parte del presidente Giorgetti, di ritirare l'emendamento al dl 154/08 presentato dall'onorevole Bigonci per la soppressione di 500 milioni a Roma Capitale a partire dal 2010. "Già sui famosi 140 milioni da destinare alla città di Catania la Lega si è sperticata in annunci e dichiarazioni per contrastarne l'approvazione. Solo parole, nei fatti, al momento della votazione dell'emendamento del Pd che avrebbe destinato i 140 milioni ai comuni delle aree di confine la Lega, anziché votare la misura, si è allineata a Forza Italia e ad Alleanza nazionale non tenendo fede alle dichiarazioni fatte". "Oggi - aggiunge Stradiotto - ci risiamo. Dopo gli annunci fatti la scorsa settimana dal capogruppo della Lega in commissione bilancio, l'onorevole Bigonci, e la presentazione di un suo emendamento per la soppressione dei 500 milioni destinati a Roma, poche ore fa il presidente Giorgetti ha comunicato che lo stesso Bigonci ha ritirato l'emendamento. La Lega - conclude Stradiotto - lancia il sasso e nasconde la mano, prendendo in giro i cittadini. È grave. E lo è ancor di più in momenti di profonda crisi economica come quella che sta attraversando il Paese".

Uff. Stampa

IL GAZZETTINO - 13 novembre 2008
FALLISCE PER POCHI VOTI AL SENATO LA PROPOSTA DEL PD
Fistarol attacca Lega e Pdl veneto: «Il decreto salva-Catania è uno schiaffo al
federalismo»


Passa al Senato la norma "salva-Catania". E scoppia la polemica, soprattutto a
Nordest, sul federalismo. L'articolo 5 del decreto 154 messo in votazione l'altra sera
prevede un finanziamento di 140 milioni di euro al comune siciliano da parte del Cipe
per evitarne il dissesto finanziario. Lo stesso decreto ha destinato 500 milioni a Roma.
Il Pd aveva presentato un emendamento dei veneti Paolo Giaretta, Maurizio Fistarol e
Marco Stradiotto per destinare i 500 milioni anche al ripiano dei disavanzi di altri
comuni, e per dirottare i 140 milioni di Catania sui territori confinanti con le regioni a
statuto speciale. Testo affondato dal centrodestra compatto: 140 voti contro 112.
«Uno schiaffo ai comuni virtuosi, che in un momento di grandi difficoltà di bilancio
affrontano i problemi e se li risolvono» dice amareggiato Maurizio Fistarol che ha
illustrato l'emendamento in Aula.
Sono in tanti alla canna del gas.
«Per questo non si possono premiare i soliti furbi, chi amministra male sperperando il
denaro pubblico e poi corre dallo stato a chiedere che gli risolva i problemi. È il
contrario del federalismo».
Che però ancora non c'è.
«Ma di questi tempi tutti si riempiono la bocca di federalismo fiscale. Mentre siamo in
presenza di un insulto alla vera autonomia, alla cultura della responsabilità: si premia
chi è federalista o centralista a seconda della convenienza».
Perchè i 140 milioni di Catania li volete destinare ai comuni limitrofi alle regioni a
statuto autonomo?
«In Veneto dal 2005 al 2008 ci sono stati 20 referendumn di Comuni per passare al
Trentino o al Friuli. Di questi, 16 hanno avuto esito positivo e dovrà occuparsene il
Parlamento. Un segnale di malessere evidente che si cerca di risolvere passando con
chi ha risorse maggiori».
Volete impedirne il passaggio?
«Ciascuno è libero di decidere. Il nostro scopo è un riequilibrio di risorse, una par
condicio tra le regioni autonome e i territori limitrofi. Differenze ormai non più
sostenibili ai livelli attuali».
Davvero sperava che l'emendamento passasse?
«Il testo è stato bocciato per 28 voti. L'opposizione, compresi i siciliani, ha votato
compatta. Sarebbe bastata una manciata di voti del centrodestra per ribaltare l'esito.
Ma chi anche in Veneto si straccia ogni giorno le vesti per gli sprechi delle
amministrazioni del Sud, ha detto sì al finanziamento di Catania. Purtroppo non si
cambiano le cose con le dichiarazioni eclatanti. Bisogna giudicare dai fatti. E
cominciare a chiedere conto dei singoli comportamenti».
A chi lo dice?
«A Galan, che ha attaccato duramente questo provvedimento e al quale avevamo
chiesto di intervenire sui parlamentari del suo partito. Mi rivolgo a tutti i veneti che
hanno bocciato l'emendamento, ai vari Bricolo, Stiffoni, Bonazza Buora, Saia, a Piero
Longo, subentrato a Galan in senato, tanto per fare dei nomi. Lezioni di federalismo
non ne accettiamo più. D'ora in poi sfideremo chi è federalista a parole».
Come?
«Intanto ripresentando l'emendamento alla Camera tra un paio di settimane. Stiamo a
vedere».
A. Liv.

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