DAGLI AL PD. INTANTO FI EVAPORA IN 10 MINUTI
Sui grandi giornali scivola via lo spiccio scioglimento d’autorità del partito del premier. E adesso Berlusconi ordina alla Rai: basta parlare di crisi economica
L’altra sera a Frascati Veltroni aveva fatto una scommessa: «A Berlusconi sono bastati dieci minuti per sciogliere un partito, voglio vedere i giornali cosa diranno...». Servito. Ieri la lettura dei quotidiani, che danno più spazio alle beghe interne del Pd che allo scioglimento-blitz di Forza Italia, lo ha confermato in un’idea che lo perseguita dal giorno delle elezioni: la partita dell’informazione sta diventando una delle più difficili.
Non solo perché i media italiani, per lo più, hanno la vocazione storica a salire sul carro del vincitore, ma perché forti (e quindi informazione) e Cavaliere sembra stritolante. Si è visto da subito,male cose, dicono al Pd, stanno peggiorando.
Ieri il panorama dei media era particolare.
L’idea che si possa sciogliere un partito votato da milioni di persone in quindici minuti facendo riascoltare il discorso di 14 anni fa (e precisando che nulla è cambiato), non ha provocato alcun fremito nei commentatori e negli editorialisti. Un silenzio più rispettoso che indifferente ha accompagnato l’evento. Gli occhi erano puntati solo sulle lacrime di Berlusconi e sulle flebili proteste di An nemmeno citata dal Cavaliere.
L’Italia è l’unico paese al mondo, osservavano qualche giorno fa al Pd, in cui il presidente del consiglio possa dare degli imbecilli e dei coglioni agli esponenti dell’opposizione, senza che si alzi un fiato. E senza che venga segnalata un’anomalia ancora più grave: nessun esponente del Pdl ha preso le distanze dal premier.
Maieri il panorama dei media ha allarmato il Pd anche per un altro motivo. Mentre nessuna prima pagina ha riportato un dubbio sullo scioglimento lampo di Forza Italia, qualche autorevole giornale dava conto, senza un lamento, dell’ultima preoccupazione di Berlusconi: in Rai si parla troppo della crisi. È questo, pensa il premier, che semina sfiducia, induce la gente a spendere di meno, creando quel clima che i sondaggi iniziano a registrare. In effetti, pensano al Pd, Berlusconi ha le sue ragioni. Se è riuscito a vincere le elezioni puntando sulla paura e l’allarme criminalità, ora rischia parecchio se la Rai ricorda che c’è la crisi. Una differenza ci sarebbe: l’allarme criminalità era ingigantito ad arte, la crisi economica è vera, ma è un dettaglio. Spaventa però la ricetta che ha in mente il premier: prendersi sulla Rai più spazio di quanto già ne abbia, limitando quel flebile richiamo alla realtà che ancora esce dallo schermo pubblico. Questo spiega perché il premier ha dato il suo assenso a Zavoli (lo sblocco della Vigilanza permetterebbe di affrontare il nodo delle nuove nomine).
Per fortuna di Berlusconi i media sono tutti occupati a misurare i danni provocati alla leadership di Veltoni dal caso Villari
domenica 23 novembre 2008
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